- Igiene degli ambienti di lavoro.

 

Le stanze di lavoro dove sono collocate le poltrone e le attrezzature odontoiatriche subiscono oltre oltre alle normali procedure di igiene quotidiana e settimanale delle procedure di ulteriori di disinfezione che riguardano:

  • il riunito odontoiatrico : poltrona, tavoletta con strumenti rotanti, lampada scialitica, bacinella e gruppo idrico, cannule aspiranti . Ovviamente ad ogni cambio paziente si ha anche il cambio degli strumenti rotanti ( trapani, scalers) e dei ferri manuali rigorosamente sterili ed imbustati, e tutto il monouso necessario ( salviette, tovaglioli plastificati, bicchieri, cannule aspirasaliva, guanti, mascherine, ecc.).

  • I ripiani di lavoro con strumenti e materiali di vario uso collocati su essi

  • il lavandino, i carrelli attrezzati , le attrezzature murali ( tubo radiologico,

    diafanoscopio, portasalviette, ecc,)

  • Strumentario mobile ( laser , lamapada per sbiancamenti, apparecchio per radiofrequenza, bisturi piezoelettrico, scalers ad ultrasuoni, ecc.).

     

Vengono usati disinfettanti diversificati ed adatti ad ogni uso, tutti certificati come presidio medico-chirurgico, con la propria scheda di sicurezza consultabile al bisogno, e tutti dotati di potere battericida e virocida.

Di norma, una volta " bonificata" e sgombrata la stanza dagli effetti della seduta precedente, si procede a passare il disinfettante con un panno ed a spruzzo e lasciato agire per il tempo necessario su tutte le superfici che possono venire successivamente in contatto con il paziente o gli operatori durante le successive operazioni.

 

Nella nostra routine impieghiamo:

  • disinfettanti per le attrezzature odontoiatriche ed i ripiani di lavoro

  • disinfettanti e detergenti per lavandini e bacinelle

  • disinfettanti e detergenti per i pavimenti, finestre, pareti, bagno.

Il personale usa un detergente specifico per l'igiene delle mani .

 

Sono consultabili su richiesta le procedure interne di igiene ambientale stabilite dal dottore ed adottate dalle assistenti.

 

-Procedure di sterilizzazione dello srumentario.

 

Posto che anche la saletta di sterilizzazione subisce una routine di disinfezione ambientale e dei macchinari adibiti alla disinfezione e sterilizzazione simile a quelle viste, ma ove necessario essa è ancora più attenta , dal momento che tali macchinari dovranno garantire la certezza della sterilità degli strumenti processati destinati all'impiego sul paziente. Descriveremo dettagliatamente, passo dopo passo, le varie fasi che si succedono nel complesso e delicato iter che subisce lo strumentario dapprima contaminato poi disinfettato ed infine sterilizzato.

Alla fine di ogni trattamento terapeutico i ferri chirurgici e gli strumenti usati, poichè contaminati dai liquidi biologici vanno , secondo le norme vigenti, considerati potenzialmente infetti ed avviati alle procedure di decontaminazione e sterilizzazione che vengono ogni volta scrupolosamente effettuate secondo un preciso iter che si svolge secondo direttive europee, consultabili dagli addetti. Vediamo le varie fasi.

  1. Trasferimento di tutto lo strumentario e del monouso contaminati e dei cosiddetti " taglienti " ( D.L. 19/ 2014 ) : tutto ciò viene prelevato dalla stanza di lavoro, messo in appositi vassoi, e portato alla saletta di sterilizzazione per avviarlo alle successive fasi di lavorazione.

  2. Smaltimento nei rifiuti speciali. Vengono avviati allo smaltimento sia il materiale monouso contaminato ( salviette, tovaglioli, bicchieri, vassoi, cannule, ecc.) sia i cosiddetti "taglienti" a perdere( aghi, lame, suture, strumenti canalari, tubofiale, ecc. ) ciascuno in apposito contenitore da destinare allo smaltimento speciale. Il personale incaricato di queste procedure è protetto da idoneo abbigliamento consistente in camice, mascherine ed occhiali e guanti protettivi aninfortunistici ove richiesto, ed opera previa disinfezione costante delle mani con prodotti appositi.

  3. Decontaminazione. I ferri e gli strumenti da riusare, vengono immersi, così come giungono, in apposita vasca dotata di cestello estraibile: nella vasca è presente un liquido caustico ( normalmente acido peracetico o altro energico caustico ) dove rimangono per il tempo stabilito dal produttore. Tale liquido viene periodicamente sostituito seguendo sempre le indicazioni del produttore.

  4. Risciacquo. I ferri e gli strumenti prelevati dalla vasca di decontaminazione passano in un contenitore forato per essere lavati e sciacquati.

  5. Trattamento in vasca ad ultrasuoni. Successivamente vengono immersi in una apposita vasca ad ultrasuoni dove vengono lasciati a contatto con una soluzione contenente detergenti o enzimi oltre ad almeno un disinfettante concentrato ( es. sali quaternari d'ammonio ) e ad altri principi attivi idonei a completare l'azione di disgregazione degli eventuali residui organici e dei batteri, grazie all'azione combinata della temperatura e degli ultrasuoni.

Sanificazione e Sterilizzazione

La vasca ad ultrasuoni a sinistra , mentre a destra la vaschetta di decontaminazione con gli strumenti trattati nel cestello.

6) Detersione manuale. L'addetto risciacqua gli strumenti prelevati dalla vasca ad ultrasuoni e controlla che non residuino depositi ( di solito cementi ). In caso di necessità provvede, con gli appositi spazzolini metallici, con aria compressa o altro, a ripristinare l'intergrità e la pulizia di superficie.

7) Asciugatura. Gli strumenti più grandi vengono asciugati con panni di carta o cotone; quelli più piccoli disposti su superfici assorbenti e lasciati asciugare.

8) Imbustatura , sigillatura e tracciatura. I ferri asciutti e pronti per la sterilizzazione vengono racchiusi in un involucro tubolare di carta-pellicola e sigillati con apposita macchina ( imbustatrice-sigillatrice ). La particolarità di questo tubolare è quella di essere un involucro tecnologicamente avanzato costituito da due fogli saldati ai bordi ma separati nel resto della superficie in modo da lasciare spazio per ospitare gli strumenti da imbustare, e sta nei materiali usati: un foglio di materiale plastico termoresistente ed impermeabile ma trasparente per vedere il contenuto, accoppiato ad un foglio di carta trattata chimicamente che ha più funzioni.

Tale carta permette a caldo l'ingresso del vapore ad alta pressione e temperatura consentendo così la sterilizzazione dei ferri contenuti nelle buste, mentre a fine ciclo, col raffreddamento, si chiudono i pori e ciò consente di mantenere la sterilità per almeno un mese, in condizioni di corretta conservazione.

Inoltre la carta di ogni busta contiene diversi indicatori cromatici che virano di colore ed attestano il buon esito del ciclo.

Su ogni busta viene riportata inoltre la data di confezionamento, coincidente di regola con quella di sterilizzazione .

Viene indicato anche il codice dell'operatore che ha eseguito le procedure, in modo da avere una piena tracciabilità del ciclo. La scadenza è fissata ad un mese di distanza, successvo alla data indicata sulla busta.

La macchina imbustatrice-sigillatrice

9) Sterilizzazione. E' l'ultima fase del processo attivo di trattamento dei ferri e degli strumenti odontoiatrici, ed è quella più controllata e monitorata.

Inizia con la ordinata disposizione delle buste sui ripiani della rastrelliera, con le modalità previste dal produttore dell'autoclave ( la macchina che esegue materialmente la sterilzzazione ) in modo da consentire la libera circolazione del vapore saturo che può raggiungere ogni parte ed oggetto dentro la caldaia.

Poi occorre aggiungere gli indicatori di sterilità tra i ripiani, da conservare ed archiviare a fine ciclo, nel registro di sterilizzazione.

Le moderne autoclavi a vapore di classe B, di cui siamo dotati, dispongono di una serie di sensori di temperatura e pressione e di sofisticati sistemi di controllo che regolano la circolazione e la saturazione del vapore in caldaia, per garantire l'uniformità e la certezza della corretta sterilizzazione durante tutto il ciclo.

Una delle fasi di del ciclo di sterilizzazione: preparazione dei ferri per l'imbustamento e caricamento della  autoclave.

L'autoclave pronta all'uso.

Nonostante tutto ciò nel nostro studio facciamo ricorso ad altri test periodici supplementari, come consigliato dalle linee guida e dalle ASL.

A) Helix test : trattasi di un tubo capillare avvolto a spirale lungo 150 cm. con ampolla terminale contenente un indicatore di avvenuta sterilizzazione.

Se l'autoclave funziona a dovere è capace di saturare di vapore il capillare e far virare l'indicatore nell'ampolla terminale. E' probabilmente il test più semplice ed affidabile e certifica l'efficienza della autoclave nell'intervallo tra due test consecutivi .

B) Test delle spore : viene fatto un ciclo inserendo una fiala di colore violetto contenente spore di Bacillus Stearothermofilus e successivamente messa in incubatore: di norma alla temperatura raggiunta in caldaia durante il processo di sterilizzazione le spore muoiono e non danno perciò origine a colonie nè a viraggio di colore se successivamente incubata, certificando il buon fine.

La sopravvivenza invece delle spore che danno origine a colonie è indicata dal viraggio di colore dal viola al giallo durante l'incubazione della fiala: in tal caso la sterlizzazione non è andata a buon fine.

C) Test di Bowie-Dick. Viene usato un pacco poroso contenente un indicatore di sterilizzazione speciale da inserire al suo interno: se temperatura, pressione di vapore e tempo di esposizione sono adeguati si avrà il completo viraggio dell'indicatore. Ha la sua maggiore utilità quando si usa sterilizzare le garze, i teli chirurgici, i cappellini, le cuffie o i camici da sala operatoria.

D) Vacuum test. E' il test del vuoto, eseguito automaticamente dall'autoclave ad ogni inzio del ciclo. Viene sempre indicato il suo esito nel rapporto stampato.

 

Ciascuno di questi test viene eseguito con una cadenza stabilita ed annotato il risultato, o allegato nel già citato registro delle sterilizzazioni.

Anche la manutenzione dell'autoclave è periodica ed affidata a ditta esterna specializzata.

 

10) Stoccaggio. I ferri e gli strumenti imbustati sono riposti nei vari cassetti dei mobili nelle stanze di lavoro o negli armadietti di stoccaggio, al riparo dagli agenti ambientali e pronti all'uso.

Via Emilia, 265/D 56121 Pisa