Procedure Preliminari

In tutto il percorso che ciascun paziente segue per sottoporsi alle cure odontoiatriche il personale di Studio svolge numerose incombenze talvolta inapparenti, perchè si realizzano " dietro le quinte" in assenza cioè del paziente, altre in sua presenza e prevedono una sua partecipazione attiva. Esse però accompagnano e permettono il corretto svolgersi della cure vere e proprie.

Non bisogna pensare banalmente che, ad esempio, per fare una Visita occorrano solo 10 o 20 minuti, perchè sarebbe riduttivo e falserebbe il reale lavoro di squadra che c'è dietro.

Vediamo alcune di queste procedure che si ripetono costantemente.

 

-Accoglienza in Sala d'attesa.

 

Giunto in sala d'attesa il paziente può mettersi comodo, in un locale accogliente e pulito, leggere le riviste messe a disposizione, navigare in rete usando lo wi-fi di studio offerto gratuitamente su richiesta, può prendere i campioni di dentifricio o collutorio che periodicamente offriamo, consultare i poster o gli opuscoli informativi , ascoltare la musica in diffusione o semplicemente rilassarsi in attesa del proprio turno. Non è raro poi che una assistente intrattenga conversazione con i pazienti in attesa, perchè è comunque piacevole raccontarsi anche le cose che accadono.

A tutti chiediamo una piccola ma importante accortezza: calzare i copriscarpe monouso ( che si trovano in apposito cestino) per non trasportare terra o polvere negli studi operativi e tenere alto il livello di Igiene . E per finire... Se potete, fate un uso discreto del telefono cellulare e ricordate che una volta che sarete a bocca aperta difficilmente potrete rispondere!

Qui sotto due immagini della nostra sala d'attesa, comoda ed informale.

-Registrazione del Paziente.

 

Il personale di studio provvede ad archiviare tutti i dati inerenti al paziente nel Programma Gestionale informatico : dati anagrafici, e-mail, numeri telefonici, prestazioni professionali, appuntamenti, diario e cartella clinica, le ricevute fiscali degli acconti, le prescrizioni per l'odontotecnico ed altro ancora.

Questi dati sono sottoposti al segreto professionale e tutelati per legge, accessibili solo al personale autorizzato ( titolare e assistenti ) e protetti dalle sicurezze interne al Gestionale ( password, firewall, antivirus, struttura multilevel interna del programma ) oltrechè dalla vigilanza degli addetti cosicchè i vostri dati sono inaccessibili a estranei o agli hacker in internet, cui normalmente i computer non sono connessi .

Da Gennaio 2016 il paziente che non vuole trasmettere il documento fiscale ed il suo codice fiscale al M.E.F può comunicarcelo, per esonerarci dall'obbligo vigente, che altrimenti abbiamo, di trasmettere i suoi dati ed i suoi documenti fiscali per ottemperare alle procedure inerenti al modello 730 precompilato.

Per ulteriori informazioni rivolgersi al personale.

 

-Prenotazione di un appuntamento

 

E' apparentemente l'operazione più semplice. In realtà non è così scontato trovare facilmente il giorno e l'ora più adatti. Oggi le esigenze quotidiane ci sottraggono sempre più tempo e ne rimane poco anche per curarci. E' compito nostro ascoltare le vostre esigenze e trovare insieme la soluzione migliore.

Normalmente le richieste vengono evase direttamente in vostra presenza, al termine di una seduta, oppure a distanza per via telefonica, durante le ore di apertura. In questi modi si possono anche spostare e cambiare le date o gli orari. Un'altra possibilità è fornita dalla segreteria telefonica, continuamente attiva in orario di chiusura, che permette di interagire con la reception per qualsiasi esigenza imprevista.

Il nostro studio è dotato di due linee telefoniche fisse ed una mobile, quest'ultima con i consueti servizi on-line di messaggistica istantanea o di mailing.

Capita infatti di frequente di contattare o essere contattati dal cliente tramite sms o per e-mail per confermare o spostare una prenotazione , o per invitarlo ad eventi o novità promossi dallo Studio e di possibile interesse generale.

La linea mobile è inoltre utilizzata come linea voce alternativa alle linee fisse, e ci permette di essere raggiungibili " dal vivo " anche nei giorni di chiusura o festivi, per quei casi in cui occorre dare non solo un nuovo appuntamento ma anche rassicurazioni, consigli o supplementi terapeutici post-intervento o, se necessario, eseguire l'urgenza.

E' ovvio che per gestire bene tutto il flusso di dati dell'agenda appuntamenti è fondamentale avere un data-base pazienti completo ed aggiornato e che sia il personale di studio che il paziente si attivino per poter disporre di tutte le informazioni necessarie in modo da essere reciprocamente raggiungibili in caso di bisogno.

 

-Gestione delle URGENZE.

 

Nel caso si verifichi un'urgenza odontoiatrica ( mal di denti, ascesso, trauma dentale o mascellare, rottura della protesi, emorragia, blocco dell'articolazione mandibolare, ecc. ) è possibile recarsi di persona senza appuntamento direttamente in studio , nell'orario di lavoro : faremo il possibile per per ricevervi. Vi chiediamo solo di accordarci il tempo necessario per poter organizzare un trattamento appropriato al vostro caso.

Se invece lo Studio fosse chiuso potete usare la linea mobile per parlare con il dottore e trovare la soluzione più rapida per affrontare la circostanza. Trovate i numeri utili e l'indirizzo con la mappa alla pagina di Home del sito.

 

-La prima Visita.

 

E' probabilmente il momento più delicato dell'intero ciclo terapeutico, quello in cui si prende contatto reciproco, dove dominano i timori e le perplessità, in cui ci si comincia a conoscere e ad interagire l'un l'altro, nel quale il paziente deve decidere come aprirsi all'Odontoiatra, che da parte sua cerca di sdrammatizzare senza banalizzare: non è facile mettere a proprio agio il paziente che spesso si trova in una situazione di apprensione.

Il professionista pone delle domande, compila l'anamnesi, si fa raccontare il suo passato patologico, anche odontoiatrico e cerca di capire le sue ansie, i desideri...

Il nostro dovere è quello di "sintonizzarci" con lui, ascoltarlo, anche nelle cose apparentemente scontate, rassicurarlo ed informarlo compiutamente senza tediarlo, proporgli la soluzione più adatta al suo caso e all'occorrenza suggerigli anche un percorso da compiere per gradi. In ogni caso egli deve sempre sentire il nostro sincero interesse per lui come persona prima ancora che come cliente.

Credo che il nostro paziente deva sempre tener presente che sta facendo una cosa importante per la propria salute e che, come è nostro dovere, faremo di tutto per garantirgli tutta la nostra professionalità a sua garanzia e tutela.

Insomma non credo che si possa andare dal dentista come al grande magazzino per cambiare i mobili, ( anche se ultimamente con l'apertura delle catene delle cosiddette cliniche odontoiatriche sembra che sia così...) ma come da qualsiasi altro medico specialista, sia esso l'oculista, l'ortopedico, il ginecologo o il cardiologo.

Per contro, alla fine della consultazione avrà acquisito, e ci auguriamo compreso, la natura dei suoi problemi, come l'importanza delle cure che affronterà per raggiungere di nuovo quel benessere psico-fisico che tutti oggi desideriamo.

La domanda che tutti ci pongono è se la prima visita è gratuita. No, non lo è anche se ha un costo volutamente basso, che viene poi restituito sotto forma di anticipo all'accettazione del preventivo per il piano di cure concordato in prima visita.

Talvolta, se il caso è complesso si richiedono indagini supplementari ed occorre più di una seduta per la stesura di un piano di cure che preveda ad esempio il ricorso a procedure di chirurgia , di ortodonzia , di implantologia ecc. : sarà nostra premura illustrare al paziente le necessità del caso e accompagnarlo nell'iter diagnostico, perchè non sempre è utile semplificare, il che porterbbe a sottovalutare le reali problematiche pregiudicando il buon esito finale.

 

-Modalità di pagamento.

 

Sono possibili le più varie forme di liquidazione dell'onorario professionale.

 

  • Pagamento per Contanti, per somme fino a 3.000 euro come previsto dalle norme antiriciclaggio vigenti .

  • Assegno bancario non trasferibile, senza limiti di legge per pagamenti riferiti a cure personali o di familiari a carico, come indicato in Ricevuta fiscale.

  • Carte : tutte la carte erogate dagli istituti di credito afferenti ad un conto corrente bancario, legate ai principali circuiti di pagamento telematico:

    Bancomat, Cartasì, Master-Card, Banco Posta, ecc .

  • Finanziamenti . Si possono pianificare finanziamenti dei piani di terapia preventivati ed accettati. Gli strumenti finanziari di cui disponiamo prevedono svariate soluzioni e dilazioni, anche a tasso zero in ragione dell'importo e della durata. Sono sempre necessari un documento di identità e la tessera sanitaria in corso di validità. Può essere necessario, su richiesta della Finanziaria , esibire una dichiarazione dei redditi ( Mod. Unico per partite iva, Mod. 730 per lavoratori dipendenti, oppure l'ultima busta paga ). Nel breve volgere di alcuni giorni sapremo se la pratica ha avuto buon fine, dando inizio alle cure.

- Pagodil. E' uno strumento innovativo e con caratteristiche uniche che pochi studi hanno e che permette di dilazionare il pagamento senza accedere al finanziamento vero e proprio cioè senza la classica intermediazione finanziaria.

Si può così dilazionare in più rate senza interessi la somma da corrispondere al professionista : è possibile usufruire di importi fino a 5.000 euro dilazionati fino a dodici rate mensili prelevabili dal proprio conto corrente anzichè " tirarli fuori di tasca " tutti insieme, senza rimetterci un solo euro in più!

Sono sufficienti la carta Bancomat ed un documento di identità da inserire nei nostri terminali ed in tempo reale si può "pagare" il conto del dentista.  

  • Bonifico bancario. E' possibile solo per gli enti e terzi pagatori tenuti pertanto al versamento della ritenuta d'acconto. Nel caso di cessione di servizi erogati a beneficiari diversi dall'ente pagatore va emessa fattura ( non ricevuta fiscale ) con il computo anche dell'aliquota IVA vigente. Per saperne di più clicca qui!

 

- Igiene degli ambienti di lavoro.

 

Le stanze di lavoro dove sono collocate le poltrone e le attrezzature odontoiatriche subiscono oltre alle normali procedure di igiene quotidiana e settimanale delle procedure di ulteriori di disinfezione che riguardano:

  • il riunito odontoiatrico : poltrona, tavoletta con strumenti rotanti, lampada scialitica, bacinella e gruppo idrico, cannule aspiranti . Ovviamente ad ogni cambio paziente si ha anche il cambio degli strumenti rotanti ( trapani, scalers) e dei ferri manuali rigorosamente sterili ed imbustati, e tutto il monouso necessario ( salviette, tovaglioli plastificati, bicchieri, cannule aspirasaliva, guanti, mascherine, ecc.).

  • I ripiani di lavoro con strumenti e materiali di vario uso collocati su essi

  • il lavandino, i carrelli attrezzati , le attrezzature murali ( tubo radiologico, diafanoscopio, portasalviette, ecc,)

  • Strumentario mobile ( laser , lamapada per sbiancamenti, apparecchio per radiofrequenza, bisturi piezoelettrico, scalers ad ultrasuoni, ecc.).

     

Vengono usati disinfettanti diversificati ed adatti ad ogni uso, tutti certificati come presidio medico-chirurgico, con la propria scheda di sicurezza consultabile al bisogno, e tutti dotati di potere battericida e virocida.

Di norma, una volta " bonificata" e sgombrata la stanza dagli effetti della seduta precedente, si procede a passare il disinfettante con un panno ed a spruzzo e lasciato agire per il tempo necessario su tutte le superfici che possono venire successivamente in contatto con il paziente o gli operatori durante le successive operazioni.

 

Nella nostra routine impieghiamo:

  • disinfettanti per le attrezzature odontoiatriche ed i ripiani di lavoro

  • disinfettanti e detergenti per lavandini e bacinelle

  • disinfettanti e detergenti per i pavimenti, finestre, pareti, bagno.

Il personale usa un detergente specifico per l'igiene delle mani .

 

Sono consultabili su richiesta le procedure interne di igiene ambientale stabilite dal dottore ed adottate dalle assistenti.

 

-Procedure di sterilizzazione dello srumentario.

 

Posto che anche la saletta di sterilizzazione subisce una routine di disinfezione ambientale e dei macchinari adibiti alla disinfezione e sterilizzazione simile a quelle viste, ma ove necessario essa è ancora più attenta , dal momento che tali macchinari dovranno garantire la certezza della sterilità degli strumenti processati destinati all'impiego sul paziente. Descriveremo dettagliatamente, passo dopo passo, le varie fasi che si succedono nel complesso e delicato iter che subisce lo strumentario dapprima contaminato poi disinfettato ed infine sterilizzato.

Alla fine di ogni trattamento terapeutico i ferri chirurgici e gli strumenti usati, poichè contaminati dai liquidi biologici vanno , secondo le norme vigenti, considerati potenzialmente infetti ed avviati alle procedure di decontaminazione e sterilizzazione che vengono ogni volta scrupolosamente effettuate secondo un preciso iter che si svolge secondo direttive europee, consultabili dagli addetti. Vediamo le varie fasi.

  1. Trasferimento di tutto lo strumentario e del monouso contaminati e dei cosiddetti " taglienti " ( D.L. 19/ 2014 ) : tutto ciò viene prelevato dalla stanza di lavoro, messo in appositi vassoi, e portato alla saletta di sterilizzazione per avviarlo alle successive fasi di lavorazione.

  2. Smaltimento nei rifiuti speciali. Vengono avviati allo smaltimento sia il materiale monouso contaminato ( salviette, tovaglioli, bicchieri, vassoi, cannule, ecc.) sia i cosiddetti "taglienti" a perdere( aghi, lame, suture, strumenti canalari, tubofiale, ecc. ) ciascuno in apposito contenitore da destinare allo smaltimento speciale. Il personale incaricato di queste procedure è protetto da idoneo abbigliamento consistente in camice, mascherine ed occhiali e guanti protettivi aninfortunistici ove richiesto, ed opera previa disinfezione costante delle mani con prodotti appositi.

  3. Decontaminazione. I ferri e gli strumenti da riusare, vengono immersi, così come giungono, in apposita vasca dotata di cestello estraibile: nella vasca è presente un liquido caustico ( normalmente acido peracetico o altro energico caustico ) dove rimangono per il tempo stabilito dal produttore. Tale liquido viene periodicamente sostituito seguendo sempre le indicazioni del produttore.

  4. Risciacquo. I ferri e gli strumenti prelevati dalla vasca di decontaminazione passano in un contenitore forato per essere lavati e sciacquati.

  5. Trattamento in vasca ad ultrasuoni. Successivamente vengono immersi in una apposita vasca ad ultrasuoni dove vengono lasciati a contatto con una soluzione contenente detergenti o enzimi oltre ad almeno un disinfettante concentrato ( es. sali quaternari d'ammonio ) e ad altri principi attivi idonei a completare l'azione di disgregazione degli eventuali residui organici e dei batteri, grazie all'azione combinata della temperatura e degli ultrasuoni.

La vasca ad ultrasuoni a sinistra , mentre a destra la vaschetta di decontaminazione con gli strumenti trattati nel cestello.

6) Detersione manuale. L'addetto risciacqua gli strumenti prelevati dalla vasca ad ultrasuoni e controlla che non residuino depositi ( di solito cementi ). In caso di necessità provvede, con gli appositi spazzolini metallici, con aria compressa o altro, a ripristinare l'intergrità e la pulizia di superficie.

7) Asciugatura. Gli strumenti più grandi vengono asciugati con panni di carta o cotone; quelli più piccoli disposti su superfici assorbenti e lasciati asciugare.

8) Imbustatura , sigillatura e tracciatura. I ferri asciutti e pronti per la sterilizzazione vengono racchiusi in un involucro tubolare di carta-pellicola e sigillati con apposita macchina ( imbustatrice-sigillatrice ). La particolarità di questo tubolare è quella di essere un involucro tecnologicamente avanzato costituito da due fogli saldati ai bordi ma separati nel resto della superficie in modo da lasciare spazio per ospitare gli strumenti da imbustare, e sta nei materiali usati: un foglio di materiale plastico termoresistente ed impermeabile ma trasparente per vedere il contenuto, accoppiato ad un foglio di carta trattata chimicamente che ha più funzioni.

Tale carta permette a caldo l'ingresso del vapore ad alta pressione e temperatura consentendo così la sterilizzazione dei ferri contenuti nelle buste, mentre a fine ciclo, col raffreddamento, si chiudono i pori e ciò consente di mantenere la sterilità per almeno un mese, in condizioni di corretta conservazione.

Inoltre la carta di ogni busta contiene diversi indicatori cromatici che virano di colore ed attestano il buon esito del ciclo.

Su ogni busta viene riportata inoltre la data di confezionamento, coincidente di regola con quella di sterilizzazione .

Viene indicato anche il codice dell'operatore che ha eseguito le procedure, in modo da avere una piena tracciabilità del ciclo. La scadenza è fissata ad un mese di distanza, successvo alla data indicata sulla busta.

La macchina imbustatrice-sigillatrice

9) Sterilizzazione. E' l'ultima fase del processo attivo di trattamento dei ferri e degli strumenti odontoiatrici, ed è quella più controllata e monitorata.

Inizia con la ordinata disposizione delle buste sui ripiani della rastrelliera, con le modalità previste dal produttore dell'autoclave ( la macchina che esegue materialmente la sterilzzazione ) in modo da consentire la libera circolazione del vapore saturo che può raggiungere ogni parte ed oggetto dentro la caldaia.

Poi occorre aggiungere gli indicatori di sterilità tra i ripiani, da conservare ed archiviare a fine ciclo, nel registro di sterilizzazione.

Le moderne autoclavi a vapore di classe B, di cui siamo dotati, dispongono di una serie di sensori di temperatura e pressione e di sofisticati sistemi di controllo che regolano la circolazione e la saturazione del vapore in caldaia, per garantire l'uniformità e la certezza della corretta sterilizzazione durante tutto il ciclo.

Una delle fasi di del ciclo di sterilizzazione: preparazione dei ferri per l'imbustamento e caricamento della  autoclave.

L'autoclave pronta all'uso.

Nonostante tutto ciò nel nostro studio facciamo ricorso ad altri test periodici supplementari, come consigliato dalle linee guida e dalle ASL.

A) Helix test : trattasi di un tubo capillare avvolto a spirale lungo 150 cm. con ampolla terminale contenente un indicatore di avvenuta sterilizzazione.

Se l'autoclave funziona a dovere è capace di saturare di vapore il capillare e far virare l'indicatore nell'ampolla terminale. E' probabilmente il test più semplice ed affidabile e certifica l'efficienza della autoclave nell'intervallo tra due test consecutivi .

B) Test delle spore : viene fatto un ciclo inserendo una fiala di colore violetto contenente spore di Bacillus Stearothermofilus e successivamente messa in incubatore: di norma alla temperatura raggiunta in caldaia durante il processo di sterilizzazione le spore muoiono e non danno perciò origine a colonie nè a viraggio di colore se successivamente incubata, certificando il buon fine.

La sopravvivenza invece delle spore che danno origine a colonie è indicata dal viraggio di colore dal viola al giallo durante l'incubazione della fiala: in tal caso la sterlizzazione non è andata a buon fine.

C) Test di Bowie-Dick. Viene usato un pacco poroso contenente un indicatore di sterilizzazione speciale da inserire al suo interno: se temperatura, pressione di vapore e tempo di esposizione sono adeguati si avrà il completo viraggio dell'indicatore. Ha la sua maggiore utilità quando si usa sterilizzare le garze, i teli chirurgici, i cappellini, le cuffie o i camici da sala operatoria.

D) Vacuum test. E' il test del vuoto, eseguito automaticamente dall'autoclave ad ogni inzio del ciclo. Viene sempre indicato il suo esito nel rapporto stampato.

 

Ciascuno di questi test viene eseguito con una cadenza stabilita ed annotato il risultato, o allegato nel già citato registro delle sterilizzazioni.

Anche la manutenzione dell'autoclave è periodica ed affidata a ditta esterna specializzata.

 

10) Stoccaggio. I ferri e gli strumenti imbustati sono riposti nei vari cassetti dei mobili nelle stanze di lavoro o negli armadietti di stoccaggio, al riparo dagli agenti ambientali e pronti all'uso.

Via Emilia, 265/D 56121 Pisa